Terre e Rocce di Scavo

Il DPR 120/17, di riordino e semplificazione della disciplina di gestione delle terre e rocce di scavo, entrato in vigore il 22 agosto 2017,  modifica ancora una volta le modalità tecnico-amministrative per la gestione di questi materiali. Alcune delle disposizioni precedentemente vigenti sono state consolidate mentre altre hanno subito rilevanti modifiche che si ripercuotono su chi si trova a gestire questi materiali.

Secondo le disposizioni della Comunità Europea tutte le Terre e Rocce di Scavo sono da qualificarsi in via generale  come rifiuti e quindi da assoggettare a tutte le relative norme comprensive delle conseguenze sanzionatore e penali derivanti dal mancato rispetto dei complessi adempimenti previsti per i rifiuti. La possibilità di gestire tali materiali in deroga alla normativa sui rifiuti esiste ma richiede il rispetto di precise regole, appunto quelle dettate dal DPR 120/17.

Quindi chiunque si trovi a gestire Terre e Rocce di Scavo, indipendentemente dalla qualifica professionale e dalle competenze, giocoforza è chiamato:  a sostenere i costi per gestirli come rifiuti, oppure a seguire con scrupolo quanto richiesto dal DPR 120/17 ricordando che eventuali difformità, (anche solo formali) rispetto a quanto disposto dal suddetto decreto, possono far ricadere nuovamente tutto il materiale nell’ambito di competenza della normativa sui rifiuti, rischiando anche conseguenze di carattere penale derivanti dalla gestione non conforme.

Purtroppo il DPR 120/17, non prevede un atto di formale approvazione delle modalità di gestione delle Terre e Rocce di Scavo stabilite dal soggetto interessato, per cui eventuali difformità ai disposti normativi rischiano di emergere solamente in fase di controllo. Inoltre non risulta sempre agevole orientarsi nelle disposizioni del Decreto ed identificare con certezza gli adempimenti da dover seguire in tutte le possibili situazioni che possono essere incotrate.

 

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